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Don Diego

ΓΝΩΘΙ ΣΕΑΥΤΟΝ

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November 23

NOTE SULLA FINANZIARIA

Vogliamo fornire con questa piccola nota alcune informazioni sulla manovra finanziaria 2008 e le politiche economiche del governo, non un testo di commento complessivo ma uno strumento di demistificazione della propaganda governativa e delle grandi "vittorie" che a breve Prc-Pdci-Sd-Verdi "otterranno" per giustificare la propria permanenza al governo ed in maggioranza dopo aver recentemente votato in consiglio dei ministri la manovra.

In questi giorni sui canali televisivi gira un simpatico spot che spiega quanto è bravo il governo che sta regalando un bonus una tantum di 300 euro ai pensionati più poveri. Il tutto si chiude con lo slogan "... e non che l'inizio!", noi speriamo di no! Una politica sociale che si basa sull'elemosina di Stato, soprattutto se in forma di una tantum, è una vergogna, non un atto nobile di cui vantarsi.

L'una tantum da regalare a qualche categoria sociale non è nemmeno uno strumento tanto originale: ne facevano già uso i governi democristiani, che in confronti al Prodi II potrebbero sembrare quasi di sinistra.

Ma, se quanto sopra è lì elemento chiave per una pubblicità di regime, la realtà è ben altra ed scritta nel progetto di finanziaria 2008.

Difesa

Non sono previsti riduzioni di spesa per le missioni all'estero che vengono riconfermate. Il bilancio della Difesa va a 21 mld di euro che diventano 23 con le missioni all'estero (dai due miliardi per le missioni sono esclusi gli stipendi e gli ammortamenti per le attrezzature).

In questa finanziaria è prevista la spesa di 1 mld e 300 milioni per i progetti relativi ai cacciabombardieri a capacità nucleare Eurofighter, le fregate Fremm ed il rinnovo arsenali. Viene confermato il progetto della portaerei Cavour, che Ciampi ha varato tre anni fa ma è ancora da terminare (circa 1 mld). Sui caccia eurofighter si fa notare che l'Italia ne prevede l'acquisto di 120 al costo di 54 milioni il pezzo.

La cosiddetta riduzione del bilancio della Difesa è una bufala, vengono ridotto del 3% le spese correnti ma, come dimostrato sopra, aumentano gli investimenti. Per parafrasare un vecchio slogan, ci saranno più cannoni sicuramente e forse un po' meno burro.

Scuola

Nessuna reale novità, se non che il Manifesto del 132ottobre spiegava come, anche con Prodi, il ministero della Pubblica istruzione sia rimasto un feudo democristiano e come Fioroni abbia trovato il modo di violare la costituzione promettendo alle scuole private ulteriori 150 milioni di euro.

Tasse

Gli unici veri beneficiari della riduzione delle tasse previste dalla finanziaria 2008 saranno i padroni. Questa volta si avrà un taglio di Ires (imposta reddito società) del 5% mentre l'Irap (imposta regionale attività produttive) scenderà dal 4.25% al 3.9.

Come se non bastasse il governo ha deciso di detassare gli straordinari, che così costeranno al padronato come le altre ore lavorate.

I lavoratori dipendenti pagheranno invece nel 2008 i regali della finanziaria 2007: nel 2006 il governo ha tagliato notevolmente i fondi agli enti locali, i quali hanno quasi ovunque aumentato le addizionali Irpef che andranno a regime nel 2008, mentre nel 2007 abbiamo pagato solo gli acconti.

Affitti

Per il sostegno agli affitti il governo elargisce la "notevole" somma di 300 euro annui (meno di metà canone mensile medio) a chi abbia un reddito non superiore ai 15.493 euro. Mentre per chi non supera i 30mila euro di reddito lordo il governo regala 150 euro: meno di una settimana di affitto.

Forze dell'ordine

Per la nostra sicurezza, soprattutto nei i cortei o durante le aggressioni fasciste, la finanziaria prevede l'assunzione di 4.000 nuovi poliziotti.

Aiuti alle piccole imprese

Viene introdotta un'aliquota unica al 20% per le imprese che fatturano meno di 30.000 euro.

Grandi opere

Tutti gli investimenti, dalla Tav al Mose a Venezia, sono confermati.

Contratti

In finanziaria nemmeno un euro per il rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici, paradossalmente Cgil-Cisl-Uil della funzione pubblica hanno dichiarato uno sciopero generale contro la finanziaria per venerdì 26 ottobre.
 
Es. naz. mcPCL

IN RICORDO DI RINO...PIù CHE MAI ATTUALE!!!!

 

A te che che sogni una stella ed un veliero
che ti portino su isole dal cielo più vero
a te che non sopporti la pazienza
o abbandonarti alla più sfrenata continenza
a te hai progettato un antifurto sicuro
a te che lotti sempre contro il muro
e quando la tua mente prende il volo
ti accorgi che sei rimasto solo
a te che ascolti il mio disco forse sorridendo
giuro che la stessa rabbia sto vivendo
stiamo sulla stessa barca io e te
ti ti ti ti ti ti ti ti ti ti ti . . .
a te che odi i politici imbrillantinati
che minimizzano i loro reati
disposti a mandare tutto a puttana
pur di salvarsi la dignità mondana
a te che non ami i servi di partito
che ti chiedono il voto un voto pulito
partono tutti incendiari e fieri
ma quando arrivano sono tutti pompieri
a te che ascolti il mio disco forse sorridendo
giuro che la stessa rabbia sto vivendo
stiamo sulla stessa barca io e te
ti ti ti ti ti ti ti ti ti ti ti . . .

 
September 06

WORKING CLASS HERO

PEACE FOR DARFUR

 

La regione del Darfur (nord ovest del Sudan), dal febbraio 2003 è martoriata da un conflitto che ha causato la morte di diverse migliaia di persone e un esodo massiccio di rifugiati in Ciad. Le cifre di quest'emergenza umanitaria, davanti alla quale le Nazioni Unite non esitano a parlare di "pulizia etnica", parlano chiaro: 200.000 rifugiati in Ciad, 1,5milione di sfollati interni al Darfur, e, secondo un rapporto dell'Oms, tra i 35 e i 70mila morti. Le persone incontrate da MSF parlano di delle stesse scene di violenza: saccheggi, villaggi dati alle fiamme, stupri.

Il Darfur, regione situata nell'estremo ovest del Sudan, confina con Libia e Ciad. "Dar" significa "dimora" e "Fur" è invece il nome dell'etnia più diffusa sul territorio. Il Darfur è diviso in tre Stati: Settentrionale, Meridionale e Occidentale e la sua superficie è pari al 20% di quella dell'intero Paese.

Darfur, una guerra per l'acqua e la terra
La guerra in Darfur è una guerra tra allevatori alla ricerca di acqua e pascoli contro contadini che proteggono i loro campi e quel poco che possiedono. In questa regione del Sudan, povera di risorse, totalmente priva di infrastrutture e abbandonata dai programmi di sviluppo di Khartum, l'esplosione demografica (in vent'anni la popolazioneè raddoppiata da tre e sei milioni di abitanti) ha generato una vera e propria corsa all'acqua e e alle terre. Con la grande siccità e la carestia della metà degli anni '80, sono saltate tutte quelle forme tradizionali di risoluzioni dei conflitti, che si basavano sul rispetto da parte dei nomadi di percorsi precisi e di periodi di transumanza. Da allora il Darfur è entrato in crisi

25 febbraio 2003
Il 25 febbraio 2003, il Fronte di Liberazione del Darfur (Fld), guidato dall'avvocato Abdel Wahid Moahmmed Nur, lancia l'insurrezione contro il governo di Khartoum nella zona tra El Fashir e Kabkabiya. Nel marzo 2003, l'Fld, costo da gruppi armati di autodifesa dei villaggi fur, si apre ad altre tribù africane e si trasforma in Esercito di liberazione del Sudan (Els o). I ribelli, armati di lanciagranate Rpg, kalashnikov, fuoristrada dotati di mitragliatrice pesante si tengono in contatto con telefoni satellitari. Nella primavera del 2003, le forze governative subiscono pesanti perdite. Khartum decide di trasferire unità militari dal Sudan meridionale in Darfur. Contemporaneamente vengono armate le milizie arabe nomadi, meglio note in il nome di Janjawid, che significa "cavalieri del daivolo, armati di kalashnkikov".
Il 9 febbraio 2004, dopo aver annunciato una "vittoria completa", il presidente sudanese Omar El-Bechir dichiara "la fine delle operazioni militari". Ma, nonostante i proclami ufficiali, la situazione è tutt'altro che pacificata

MSF NELL'EMERGENZA DARFUR


MSF in Darfur
Duecentosei volontari internazionali di MSF e quasi duemila sudanesi stanno fornendo assistenza medica, cibo e acqua ad oltre 700.000 sfollati.
I team visitano i pazienti, trasferiscono i feriti gravi, curano i bambini gravemente e moderatamente malnutriti, forniscono acqua potabile e distribuiscono materiale di base come coperte e teli di plastica. I volontari di MSF lavorano anche nell'ospedale di El Genina. MSF è presente in Darfur da dicembre 2003.

MSF in Ciad
MSF garantisce anche l'assistenza medica ai profughi sudanesi fuggiti in Ciad e accampati nelle città di frontiera di Adre, Birak e Tine grazie alla presenza di 40 volontari internazionali.

Gli allarmi dell'Onu
Il 7 aprile del 2004, il Segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, intervenendo alla Commissione dei diritti umani a Ginevra per la commemorazione del decennale del genocidio in Ruanda, ha detto che le notizie di "pulizia etnica" e di atrocità tra cui stupri di massa in arrivo dalla regione del Darfur (Sudan occidentale) gli lasciano un "cattivo presentimento" e ha affermato che la comunità internazionale "deve essere pronta ad agire rapidamente" per permettere l'accesso degli aiuti umanitari nella remota regione sudanese.
Il 7 maggio scorso, illustrando i risultati di una recente missione d'inchiesta inviata nella regione il 22 aprile 2004, l'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani Bertrand Ramcharan si pronuncia per la creazione di una Commissione d'inchiesta internazionale incaricata di far luce sui responsabili di violenze, uccisioni, stupri e saccheggi denunciati nella regione. Il rapporto lancia un'accusa molto chiara: nel Darfur vige il 'regno del terrore'. Secondo le conclusioni dei membri della missione dell'Onu recatosi sul posto "le violazione dei diritti umani commesse dal Governo del Sudan e la sua milizia possono costituire crimini di guerra ed/o crimini contro l'umanità". "In base alle informazioni raccolte - afferma inoltre il documento reso noto a Ginevra e discusso dal Consiglio di sicurezza a New York - è chiaro che nel Darfur vige un regno di terrore".
 

July 26

54° ANNIVERSARIO DELL'ASSALTO ALLA MONCADA

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'assalto alla caserma Moncada è un episodio della rivoluzione cubana, avvenuto il 26 luglio 1953, e fu messo in atto da un gruppo di ribelli guidati da Fidel Castro. L'assalto fallì ma in seguito fu celebrato come l'evento che dette il via alla rivoluzione cubana e la data dell'attacco fu adottata da Castro come nome del movimento che prese il potere nel 1959, il Movimento del 26 luglio (Movimiento 26 Julio o M 26-7).

La caserma [modifica]

La caserma spagnola "Reina Mercedes", costruita nel XIX secolo, cambiò nome nel 1909 in ricordo del Generale dell'Esercito di Liberazione Cubano, Guillermo Moncada[1] detto il "gigante nero", che vi stette come prigioniero. Distrutta dalle fiamme l'11 dicembre 1937, la nuova struttura venne inaugurata il 4 settembre 1938. La sua superficie si estende per circa 60.000 metri quadrati nella parte più alta di Santiago de Cuba. La guarnigione di stanza era formata da 374 uomini del Reggimento n. 1 "Antonio Maceo" e da 26 uomini dello Squadrone 18 G. R., cioè da 288 soldati, 87 graduati, 3 ufficiali superiori e 24 ufficiali subalterni[2]. L'armamentario era costituito da quattro mitragliatrici Browning (due calibro 50 e due 30), 865 fucili New-Springfield calibro 30, dieci fucili-mitragliatori Thompson calibro 45, 471 pistole Colt calibro 45, 500 baionette da fucile N-S calibro 30, una pistola S. A. Colt calibro 45 e due pistole S. A. star calibro 45, oltre a un abbondante parco di munizioni. La fortezza disponeva di cinque postazioni, quattro esterne e una interna, con due o tre sentinelle per ognuna.

Attacco alla caserma Moncada [modifica]

La notte precedente l'attacco, il 25 luglio, si tenne una festa a Santiago de Cuba e i rivoluzionari credettero di poter prendere di sorpresa i soldati della caserma.

Inoltre i ribelli avevano rubato alcune uniformi dell'esercito da indossare durante l'attacco. Il gruppo formò una colonna di automobili per sembrare una delegazione guidata da un alto ufficiale in arrivo dalla parte occidentale di Cuba. Il loro piano consisteva nell'impadronirsi della caserma, compresa la trasmittente radio, e usarla come centro trasmissioni di propaganda per cercare di far sollevare il popolo cubano e rovesciare il regime di Fulgencio Batista.

L'attacco iniziò alle 5 di mattina del 26 luglio, però si svolse in malo modo. Fidel Castro e suo fratello Raúl guidarono 160 ribelli male equipaggiati (armati per lo più con fucili da caccia), e forse anche troppo vecchi per essere arruolati. La colonna di auto si spezzò prima di arrivare alla caserma e furono persi i contatto con l'auto che trasportava le armi pesanti. Inoltre, molti dei ribelli che avrebbero dovuto prender parte all'assalto furono lasciati a casa per mancanza di armi. Il risultato fu l'inferiorità numerica dei ribelli rispetto ai soldati in rapporto di 10 a 1 (altri indica un rapporto di forze diverso[3]).

Quando finalmente fu effettuato, l'assalto alla caserma Moncada fu un disastro totale. Sessantuno ribelli rimasero uccisi negli scontri e un terzo di loro catturati. Metà degli uomini catturati furono torturati a morte. Solo un pugno di ribelli, incluso Fidel Castro, riuscì a fuggire sulla Sierra Maestra, ma furono catturati dopo circa una settimana.

La caserma porta ancora sui muri i buchi delle pallotte sparate durante l'attacco.

Processo e condanne [modifica]

Castro, che era avvocato, si difese da solo durante il processo. La sua orazione difensiva, "La storia mi assolverà", fu messa per iscritto da un giornalista al processo. Divenne il programma del Movimento del 26 luglio, con piani dettagliati per le riforme a Cuba, e più tardi fu usato da Castro per alcuni suoi discorsi. Castro fu condannato a morte; sotto richiesta del clero cattolico, però, Batista abolì la pena di morte poco prima dell'esecuzione di Castro e la pena fu commutata in 15 anni di prigione all'Isola dei Pini (attuale Isla de la Juventud).

Due anni dopo, nel 1955, le madri di un gruppo di prigionieri lanciarono una campagna per la liberazione di Castro e dei suoi compagni. Un gruppo di politici, editori e intellettuali firmarono un appello chiedendo "la libertà per i prigionieri politici". Quello stesso anno, il Congresso Cubano approvò un provvedimento di amnistia per tutti i prigionieri politici. Dopo la firma di Batista, Castro e i suoi furono rilasciati.

Dopo la vittoria del movimento rivoluzionario, la caserma Moncada fu trasformata in un complesso studentesco rinominato "Città scolastica 26 luglio", con un museo dedicato ai fatti della rivoluzione. 

PATRIA O MUERTE! VENCEREMOS!

 

 [Jean-Paul Sartre, da Ernesto Che Guevara – uomo, compagno, amico..., Coop Erre emme edizioni] "Innanzitutto era insolita l'ora del nostro appuntamento: la mezzanotte ... Attraversando la sala, benché fosse pienamente illuminata, ebbi la sensazione di esser salito su un treno prima dell'alba e di trovarmi in uno scompartimento di gente addormentata ... Si aprì una porta. Simone de Beauvoir ed io entrammo e quell'impressione scomparve.

"Un ufficiale dell'esercito ribelle, coperto da un basco, mi aspettava: aveva la barba e i capelli lunghi come i soldati che erano all'ingresso, ma il volto limpido e sereno mi parve mattiniero. Era Guevara. ... Quei giovani (nota: Guevara e i suoi compagni) tributano un culto discreto all'energia, tanto amata da Stendhal. Non si creda però che ne parlino, che ne ricavino una teoria. Vivono l'energia, la praticano, forse la inventano: si dimostra negli effetti, ma essi non pronunciano una parola al riguardo.

"La loro energia si manifesta. ... quasi arrivano a ripetere la frase di Pascal: "È necessario non dormire". Si direbbe che il sonno li abbia abbandonati, che anch'esso sia emigrato a Miami".

"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in ogni parte del mondo. Questa è la parte più bella di un rivoluzionario. (Parte di una lettera lasciata ai suoi figli prima di partire per il Congo)" 

June 09

I VERI CRIMINI DELLA CHIESA! LASCIO A VOI IL COMMENTO

   

 

 

 

 
April 24

11 LEONI OGGI PIU' CHE MAI!!!

 
 RICONQUISTIAMOLA!!!!

 

April 13

DAL 20 APRILE AL CINEMA!

L'ombra del potere - The good shepherd
Gli anni '60 rappresentano nella coscienza degli Stati Uniti il periodo più duro: quello della perdita dell'innocenza. Infatti sono iniziati con la crisi della Baia dei Porci, che ha lasciato a lungo il mondo con il fiato sospeso dinanzi al rischio di un'escalation nucleare e si sono conclusi con l'assassinio di Bobby Kennedy, recentemente ricordato proprio dal film "Bobby". "The Good Shepherd" vede inoltre il ritorno alla regia di Robert De Niro a ben tredici anni di distanza da "Bronx". Ci troviamo di fronte ad un cast delle grandi occasioni e più di un nome noto o notissimo sfilerà davanti alla macchina da presa durante questo lungo film di quasi tre ore (che però quasi non si avvertono).

"The Good Shepher" ricostruisce, in modo certo molto romanzato, la storia dei servizi segreti statunitensi attraverso oltre quarant'anni di cospirazioni, intrighi e guerre di controinformazione che sono poi esplose in tutto il loro potenziale durante la guerra fredda. Il film è visto completamente dal punto di vista di Edward, interpretato da un ottimo Matt Damon. La parabola dell'agente Edward è una traiettoria discendente verso il nulla e la solitudine. Si tratta del resto di un uomo senza qualità, completamente passivo e incapace di prendere decisioni diverse da quelle che gli vengono imposte. Edward non è mai il motore dell'azione ma si limita, come un bravo soldato, a fare esattamente quello che gli viene detto, non solo nella vita lavorativa e "segreta" ma anche e soprattutto nella vita personale. Edward non uccide mai nessuno personalmente eppure proprio per questo peccato di "accidia" ogni volta che viene catapultato per inerzia in una nuova situazione qualcuno è destinato a soffrire o a morire. De Niro ha negato intenti politici a questo film davvero monumentale, ma si può scorgere in maniera innegabile un giudizio sulle persone e sulle loro esistenze vuote fatte di menzogne e di mal riposto senso del dovere in nome di una causa che giustifica qualunque eccesso. In più di un passaggio, in più di una battuta si può vedere il senso di superiorità di coloro che, privilegiati dalla nascita, sentono la ragione completamente dalla loro parte. Così Edward fa parte della Confraternita degli Skulls & Bones (molto simile ad una loggia massonica potentissima) e si prende il lusso di dire ad un italo-americano che gli chiede quali siano i valori dei cittadini statunitensi: "noi abbiamo gli Stati Uniti, voi siete solo ospiti". Quindi apprezzabile la reticenza del regista, ma l'intento è piuttosto chiaro: sciovinismo e codardia possono essere non solo sinonimi ma anche il corollario di una vita spesa invano.

La frase: "In fondo non siamo tutti i calzolai di un re, in qualche modo?"

Mauro Corso

April 02

PRENOTATO 2

E andiamo.... MARRAKESH!!
 
 

 

March 14

tributo

IL GENIO DEI PINK FLOYD
(Wish you were here)
 
  
Artista: Pink Floyd
Titolo: Wish You Were Here
Titolo Tradotto: Vorrei Che Fossi Qui

Allora, pensi di saper distinguere
il paradiso dall'inferno?
I cieli azzurri dal dolore?
Sai distinguere un campo verde
da una fredda rotaia d'acciaio?
Un sorriso da un pretesto?
Pensi di saperli distinguere?
E ti hanno portata a barattare
i tuoi eroi fantasmi?
Ceneri calde con gli alberi?
Aria calda con brezza fresca?
Un caldo benessere con un cambiamento?
e hai scambiato un ruolo di comparsa nella guerra
con il ruolo di protagonista
in una battaglia?
Come vorrei, come vorrei che fossi qui
Siamo solo due anime sperdute
Che nuotano in una boccia di pesci
Anno dopo anno
Corriamo sullo stesso vecchio terreno
E cosa abbiamo trovato?
Le solite vecchie paure
Vorrei che fossi qui
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